La Storia

La Storia di Agostino

LETTERA DI UN BAMBINO DISLESSICO AI SUOI MAESTRI DELLE SCUOLE ELEMENTARI

Gentilissimi maestri,
sono uno di quei tanti bambini a cui avete aperto le porte del meraviglioso mondo della scuola.
Mi sono seduto con voi per la prima volta sui banchi di scuola carico di tante belle aspettative.

Che bello finalmente si va scuola mi sono detto.

Ero felice di iniziare questa nuova meravigliosa avventura!
Fin da subito ho incontrato difficolta' che non capivo cosa fossero.
Piu' passavano i giorni e piu' non capivo che cosa ci fosse di bello in questa mia nuova avventura.
Nessuno capiva e tanto meno io.
Finche' un giorno i miei genitori mi hanno portato da degli specialisti.
Non riuscivo a leggere, a scrivere, invertivo i numeri, dimenticavo le lettere, non ricordavo nulla, confondevo la b con la d, impossibile la codifica della ghi, chi ecc.
Avevo un disagio che nessuno di voi vedeva e nessuno di voi mi riconosceva.
Mi sentivo diverso e cercavo agli occhi degli altri di mascherare questa mia frustrazione con atteggiamenti spesso disorientanti e oppositivi, per poi crollare a casa tra le braccia della mamma. In quei momenti mi sarebbe stato sufficiente essere creduto, capito.
I miei genitori vi hanno fatto presente che ero sotto osservazione perche' cera qualche cosa che non andava. Avevano percepito nei miei occhi il vuoto, il nulla.
Da li' a poco iniziato il mio calvario.
Sono stato da voi umiliato sentendomi dare del "ciuco brutto ciuco" sbattendo i miei quaderni per terra difronte ai miei compagni, il resto lo sapete.
Per consolarmi la mamma mi ha detto siamo tutti ciuchi perche' nessuno nasce imparato e che tutti trovano un posticino nel mondo. L'importante non arrendersi mai fare del proprio meglio con educazione dignit e con tanta allegria.
Spiegazioni superflue perch ho nutrito un gran senso di rabbia, frustrazione e vendetta, tant che dissi alla mamma:io gliela faro' pagare.
Cosi' smisi di leggere e di scrivere! No No No era diventata la mia parola dordine!
Non avevo capito che cosi' facevo del male solo a me stesso.
L'anno a seguire stato un incubo (seconda elementare).
Le mie difficolta' sono aumentate. Il corsivo era una montagna insormontabile. La lettura mi affaticava piu' di un pomeriggio di corsa.
Avevo sempre mal di testa.
Ho iniziato a sentirmi diverso.
Andavo a scuola solo per la ricreazione, le gite ed i momenti di svago.
Ma ben presto anche questo micro mondo si e' infranto.
Continue punizioni collettive di cui non ho mai capito ed accettato il senso.
Ce la mettevo tutta durante le lezioni per guadagnarmi "l'ora di liberta'" come la chiamavo io. Invece il piu' delle volte mi veniva negata per incomprensibili dinamiche di punizioni collettive.
Odiavo i compagni che mi privavano dell'unica cosa bella: la ricreazione.
Quando la mamma mi veniva a prendere e mi vedeva triste mi domandava: "Cosa ce' che non va" ?.
Io non rispondevo. Mio fratello invece, che era nella stessa scuola rispondeva: "Lo so io mamma, anche oggi sono stati in classe per la ricreazione, erano in punizione. E' da li' che ho iniziato a sentirmi "sfigato". Lui usciva, non aveva mai punizioni, io invece sempre.
Una mattina un mio compagno e' arrivato in ritardo e per questo stato messo in punizione.
Cosi' tutte le mattine angosciato dallarrivare in ritardo stressavo tutti in casa perche' si sbrigassero scatenando l'ira della famiglia.
Non sapevo o riuscivo a leggere l'ora cosi' iniziavo il tormentone un'ora prima dell'inizio della scuola ti spicci, ti muovi, siamo in ritardo.
Ero terrorizzato da queste stupide punizioni ingiuste.
Avrei fatto qualsiasi cosa per evitarle.
Mi avevano detto che sarei andato a scuola, non avevano precisato di punizioni!
Finche' un giorno anche lora di libert diventata unora dansia.
Un giorno la maestra mi ha trovato sotto un albero della scuola in un pianto disperato.
Voi avete spiegato alla mamma che una dinamica iniziata per gioco era finita con calci e pugni su di me.
Non ho mai capito il perche'.
Forse perche' ero diverso dagli altri o mi sentivo tale?
Ci ho messo un po' ad elaborare l'accaduto.
Anche a seguito di questo episodio c'e' stata una punizione collettiva.
Per fortuna io sono stato esonerato. Almeno una volta prenderle e' servito a qualche cosa!
Perch la scuola non colpisce il colpevole? Perch questa ingiustizia?
I veri colpevoli cos facendo continueranno sempre a comportarsi male perche' di fatto non vengono mai beccati!!!! Tanto vale allora comportarsi male.
Per un lungo periodo non volevo piu' andare a scuola.
Se prima andavo per l'ora di liberta' adesso anche di quella avevo paura.
Ero angosciato!
L'anno e' continuato nella sconsolazione piu' totale.
Non ero piu' motivato!
Domandavo continuamente se i miei amici sono tali perche' mi picchiano?
Il diario mi mandava nel panico.
Non ricordavo mai che giorno era, non mi ricordavo i giorni della settimana i mesi.
Mi vergognavo con i miei compagni di queste mie difficolta', facevo finta di niente fino a quando non arrivavo a casa e mi nascondevo sotto il letto per ore. La mia mamma dopo numerose liti e' riuscita a convincervi a sostituire il diario con un normale quaderno.
Che bello! Potevo provare a scrivere i compiti dove volevo.
Ogni volta che mi veniva dato un testo da leggere o mi venivano date delle consegne venivo preso dal panico.
Il primo istinto era quello di andare a fare la pipi'.
Ma anche questo era un problema per voi maestri. Erano state stabilite delle regole assurde per cui alla fine non potevo andare in bagno al momento del bisogno o comunque tutte le volte che lo chiedevo.
Ho iniziato a trattenerla con tutte le conseguenze del caso!!!
La scuola che doveva essere una meravigliosa avventura diventata una paura che ha avuto il sopravvento su di me. Un buco nero.
Le pareti giravano in continuazione, si muovevano in avanti e avevo la sensazione che mi schiacciassero.
La testa mi girava e avevo tanta paura.
Lo confidai alla mamma.
Lei mi rispose: "Stai tranquillo, andiamo dal dottore che sicuramente ci spiega cosa ti sta succedendo. Vedrai ti mancano delle vitamine".
Io le risposi: "speriamo perche' io avevo paura di essere pazzo".
Non ne potevo piu', cosi' ho elaborato dentro di me quello che mi stava capitando e ho cercato di capire il senso della vita ovvero della scuola, visto che passavo la maggior parte del mio tempo: morire, rinascere per avere unaltra possibilita'!!
Quando lo dissi alla mamma lei mi rispose: "Oh signorino, questa vita la conosciamo la prossima no. Non e' detto che se rinasci avrai una possibilita' migliore. Con un po' di ottimismo serenita' e tanta allegria insieme miglioreremo la tua possibilita' di modo che sara', non dico la piu' bella ma sicuramente la piu' fichissima, ovviamente dobbiamo lavorarci sopra".
Pochi giorni fa lo specialista ha dato hai miei genitori la diagnosi: severo disturbo specifico dellapprendimento: Dislessia Discalculia Disgrafia Disortografia.
Spero che la mia esperienza dal mio punto di vista vi faccia riflettere e vi apra un mondo nuovo e migliore affinche' non capiti piu' quello che e' successo a me.
Sicuramente il vostro punto di vista diverso dal mio ma, ricordate, che sono stato io quello che aveva difficolta' e non voi.
Almeno per una volta CREDETEMI.
Ogni volta che entrate in una classe pensate che in uno dei banchi seduto un bambino sensibile come me.
Voi dovete scoprirlo, aiutarlo, rasserenarlo ma sopra tutto CREDERGLI.
Guardatelo con i miei occhi e provate ad immaginare il suo stato danimo solo cosi' lo potrete aiutare.
Noi bambini cosi' siamo un esercito sparpagliati come il prezzemolo.
I maestri dovrebbero essere maestri di vita oltre che di scuola, io vi ho percepiti come maestri di punizioni per colpe che non ho compreso e dalle quali solo ora a 9 anni inizio a difendermi.
Non so quale sara' il mio futuro, non so se saro' come Daniele Pennac, so solo che quando la mamma mi ha letto il libro "Diario di scuola" le ho chiesto: "Perche' a distanza di tanti anni nulla cambiato? E' un mondo crudele. Io sono stato piu' fortunato di lui perche' tu ed il babbo mi avete aiutato. Lui era piu' solo di me. Non oso immaginare".
Mi auguro che d'ora in avanti DIATE A TUTTI UNA POSSIBILITA'.
Non di essere puniti naturalmente!

Non bisogna mai smettere di sperare, come dice sempre la mamma.

Un bambino di un esercito invisibile agli occhi della nostra societa'.


______________________________________________________________________________

  • Risposta dei maestri al bambino
  • Risposta del bambino ai maestri
  • Lettera di ringraziamento alla nuova scuola

  • Come raggiungermi

    Contatti veloci

    Per contattarmi velocemente usa il Form o scrivimi una Email:

    agostino.mappe@gmail.com